"Antonio Zanotti
Definire cosa sia una politica di Sx in poche parole dipende solo dal mio avanzato stato d’incoscienza senile.
Definisco di Sx una politica che si ponga l’obiettivo di ridurre la diseguaglianza.
Secondo Piketty, la diseguaglianza è il frutto della legge fondamentale dello sviluppo capitalistico, secondo cui r > g, cioè il tasso di rendimento del capitale è superiore al tasso di crescita.
Unificando i due aspetti, una politica economica è di Sx se trasferisce capitale dai più ricchi (il famoso 1%) ai più poveri.
Storicamente, restando nell’alveo di un’economia di mercato a proprietà privata, sono state avanzate fondamentalmente tre proposte:
1) Imposta sulle successioni ereditarie. L’alfiere fu J. S. Mill a metà del XIX sec. Mill era un liberale favorevole alla proprietà privata. Riteneva che se una persona fosse stata negli affari più brava di altre dovesse godere del frutto di tale capacità. Non capiva però perché questo stato di favore dovesse trasferirsi agli eredi che avrebbero potuto essere degli oziosi o anche inetti. Insomma a ogni generazione si doveva partire dalla stessa linea di partenza. I governi liberisti in tutto il mondo sono andati nell’esatta direzione opposta, eliminando quest’imposta.
2) Imposta patrimoniale. E’ la più classica delle proposte per abbattere il debito pubblico quando fosse cresciuto in modo anomalo, specie se per ragioni belliche. In Italia se ne discusse, inutilmente, alla fine della II guerra mondiale. Oggi ci sono stati solo debolissimi accenni (es. la CGIL). Non so a chi si debba questa proposta ma oggi il più convinto sostenitore è Piketty.
3) Rinegoziazione del debito delle persone più povere (da non confondere con quello sovrano). E’ una proposta avanzata da Mian e Sufi con riferimento agli americani poveri sotto sfratto per la crisi dei debiti immobiliari. A pagare sarebbero i possessori ricchi dei debiti cartolarizzati.
In Italia e altrove non conosco nessuna formazione che si sia fatta carico anche di una sola di queste tre proposte, neanche Tsipras.
Guardano all’Italia, le Sx (plurale) hanno preferito guardare altrove.
Distinguo fra:
1) Sinistra keynesiana;
2) Sinistra protezionista.
La Sx keynesiana è scomponibile in tre correnti.
1) Rilancio della domanda privata. E’ rappresentata dalla Sx governativa le cui misure principali hanno mirato ad aumentare il reddito individualmente disponibile: cancellazione IMU prima casa; aumento pensioni (80 euro); bonus vari.
Fortemente criticata dalle altre correnti, è stata definita come ‘politica delle mancette’ o ‘politica di acquisto di voti’. Sbagliando, perché si tratta della più ortodossa forma d’intervento keynesiano ed è inoltre il solo punto di contatto con i monetaristi e la loro elycopter money.
2) Abbattimento cuneo fiscale. Sostenuta da diversi opinionisti (Scalfari, Fazi). Incide sul reddito disponibile dei lavoratori e sul reddito delle imprese per sostenere nuovi investimenti.
3) Rilancio degli investimenti pubblici. Ha attirato soprattutto economisti. Circa gli interventi c’è il solo l’imbarazzo della scelta: difesa del territorio, edilizia scolastica, rete ferroviaria secondaria, sostegno alla green economy ecc. Non c’è alcuna necessità né del Ponte sullo stretto né delle Olimpiadi (unico punto di contatto che ho con la Raggi).
Le prime due proposte hanno il vantaggio di essere più immediate, ma non è detto che le maggiori
disponibilità si traducano in maggiore domanda. Le persone beneficiarie potrebbero decidere di risparmiare perché preoccupate del futuro. Le imprese potrebbero destinare gli sgravi a maggiori dividendi.
La terza proposta ha il vantaggio di creare ‘capitale sociale’ nel medio lungo periodo, però è più lenta e preoccupa l’inefficienza/corruzione della P.A.
Sostenere quale sia la migliore delle tre proposte a me pare un terno al lotto. Il guaio più grande è che comunque l’Italia non ha le risorse necessarie. La terza proposta potrebbe avere un vantaggio se la UE abbandonasse le politiche di austerità e emettesse eurobonds (va riconosciuta a Tremonti questa buona idea).
La Sx protezionista è oggi sostenuta da Sinistra Italia a guida Fassina. L’economista di riferimento è Sergio Cesarotto il cui ultimo libro – Sei lezioni di economia – meriterebbe il Nobel … della confusione! Pensare di risolvere il problema uscendo dall’Euro e riappropriarsi della possibilità di svalutare, più mettere dazi sulle importazioni mi pare una scelta demenziale.
Io sono ateo, ma tutte le sere prego Iddio che ci preservi da tali politiche. Amen.
SCUSATE LA LUNGHEZZA!"


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