Pochi mesi fa abbiamo assistito ad un esempio di applicazione scientifica delle regole del marketing alla politica, lo ha fatto Donald Trump.
Ma cosa ci insegna oggi questa storia?
Innanzitutto che se non conosci il tuo target devi iniziare a studiarlo.
Obama fece lo stesso andando in strada, sguinzagliando i suoi ragazzi tra la gente. Trump ha utilizzato in maniera massiccia i social ed in particolare Twitter. Ha spesso utilizzato il meccanismo delle gaffé per capire che aria tirava (ci ricorda qualcuno?) e poi tarare i suoi interventi stato per stato. La Clinton invece, sulla scorta dell'esperienza delle precedenti elezioni (tenutesi 4 anni prima), si è concentrata soprattutto sui latinos, sui neri e sulle donne. La differenza l'hanno fatta i bianchi di medio-basso livello culturale. Gli elettori della Clinton? Sono scesi in piazza il giorno dopo. Tardi!
Questo è stato plasticamente un esempio di come anche la sinistra italiana fatica a comprendere ed utilizzare gli strumenti che il marketing e la comunicazione mettono a disposizione. Abbiamo esempi come Fassina che usa modelli comunicativi fermi agli anni '70 con un linguaggio, per una buona fetta della popolazione, lontano e non comune, quando non incomprensibile.
Abbiamo l'esempio di Bersani che è diventato la copia della sua caricatura fatta da Crozza, accentuando in maniera inverosimile l'uso di metafore assurde (qualcuno ha capito la metafora "non possiamo mettere la camicia di forza ad una pentola a pressione"?).Ora il fatto che le tue metafore divengano virali non vuol dire che portano voti nell'urna.

Abbiamo poi il campione del centro-sinistra Matteo Renzi.
Capacità narrativa eccellente, forse il migliore oggi in Italia, ma capacità di utilizzare una strategia a volte pari a zero. Insomma uno studente eccellente, ma discolo che non studia e non fa i compiti. Trump si è dimostrato uno da ultima fila, ma secchione, preciso e metodico. La comunicazione ed il marketing anche in politica hanno le loro regole e vogliono la loro applicazione.
Qualcuno dice che la comunicazione è dolorosa perché richiede studio ed applicazione metodica.
I social media permettono un "controllo" dei comportamenti dei singoli ad un livello altissimo e una targettizzazione del messaggio comunicativo ad livello spesso impensabile. Possiamo inviare un messaggio ad una persona in funzione delle sue reali "condizioni psicologiche" e cioè quando è maggiormente recettiva.
Abbiamo la possibilità di condurre il nostro lettore attraverso un viaggio (nurturing in termine tecnico) di nutrizione delle sue idee, accompagnandolo fino al voto, possiamo capire se questo nutrimento informativo sta portando risultati (e quindi continuare) o meno. Conosciamo le tecniche dello storytelling e le abbiamo codificate in metodo.














